Lunedì, 18 Dicembre, 2017

2002 PATRIZIA ARDEMAGNI PDF Stampa E-mail

Lo scorrere del tempo è divenuto uno dei protagonisti sempre più fondamentali del nostro vivere quotidiano.

A volte sembra che il vorticoso fluire delle ore abbia il sopravvento sull’uomo e sui ritmi naturali tanto frenetico ne è divenuto il corso.
La pittura di Consonni sembra volta alla cattura di questo elemento, nell’ambizioso se non addirittura temerario tentativo di imprimerlo sulla tela.

Consonni coglie la dimensione temporale e storica degli eventi e delle singole esistenze, rappresentando al contempo la sfera emozionale legata all’interagire personale con essi.
I quadri di Consonni esprimono l’intimo significato che l’esperienza umana assume all’interno del proprio animo, trascendendo lo svolgersi cronologico dei fatti. Le sue opere nascono pertanto come costruzioni progressive in cui ogni spatolata conferisce identità alle singole note di colore, indipendentemente dall’insieme.
Nel risultato finale della composizione le singole tonalità assumono, non a caso, un significato a loro volta diverso da quello iniziale. Da qui deriva anche la dimensione ludica che a volte il pittore crea nelle sue opere, per cui il soggetto rappresentato astrae dal suo referente reale per ivenire qualcosa “altro” da se stesso.

La grande capacità comunicativa di Consonni si coniuga felicemente con il desiderio di guardare la realtà con occhi sempre diversi, per coglierne l’infinita ricchezza e insieme il mistero.
L’atmosfera idilliaca presente nei quadri di Consonni riconduce a quella che dovrebbe essere l’essenza del nostro vivere.

Ai nostri occhi egli presenta spesso grandi spazi aperti, paesaggi in cui le stratificazioni di colore si rincorrono per giungere a una sintesi naturale particolarmente armonica.
L’assommarsi e affastellarsi delle spatolate materiche suggeriscono la ciclicità del tempo cui si contrappone la pastosità azzurrina del cielo dotata di leggi proprie e, per certi versi, incomprensibili alla mente umana.

Consonni diviene così spontaneo interprete del divenire temporale terrestre che entra in rapporto con il cosmo. La serena densità celestiale domina il dinamismo materico delle singole entità di colore comunicando per contrasto una presunta atemporalità dell’infinito.
Un infinito a cui le singole “presenze” rappresentate nei suoi quadri spesso anelano, protendendosi ad esso in movimento ascensionale, come fili di arcana corporeità terrena, sospinti dal recondito desiderio di annullare le distanze, di raggiungere un’unione fra terra e cielo che si può ottenere solo ascoltando il proprio cuore.

 

Patrizia Ardemagni

 

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